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Palazzo Regio
Palazzo Regio

Descrizione

E' la sede istituzionale e di rappresentanza della Città Metropolitana di Cagliari.
L'edificio è dal 1885 di proprietà della ex Provincia di Cagliari, oggi Città Metropolitana. Ospita,  al terzo piano, anche gli uffici della Prefettura. 

Il Palazzo Regio si trova nella parte orientale del quartiere medioevale di Castello. Si erge su alti archi di sostegno sul costone roccioso a strapiombo verso la città, dalla parte di Villanova, e prospetta con la sua lunga facciata scandita da paraste monumentali su piazza palazzo. Nel palazzo vi aveva sede il viceré, colui che in nome del sovrano esercitava il potere regio con “grida” e “pregoni”. La carica fu introdotta con la conquista catalano-aragonese dell’Isola dai primi decenni del ‘300 e mantenuta durante il periodo spagnolo e quello sabaudo dal 1720. Con la nascita nel 1848 del Regno Sardo-Piemontese, dall’unione del Regno di Sardegna con gli stati sabaudi, primo nucleo dello stato italiano, la carica non ebbe più ragione di esistere e fu abolita. L’ultimo viceré fu Gabriele de Launay. Il Palazzo Regio ospitò inoltre, dal 1799 al 1814, la famiglia reale in fuga dal Piemonte occupato dai francesi. L'edificio dal 1885 è di proprietà della ex Provincia di Cagliari, oggi Città Metropolitana, che lo ha acquistato dallo Stato. Ospita nell’ala destra e al terzo piano gli uffici della Prefettura. 
L’aspetto dell’edificio, sia all’esterno che all’interno, si deve alle diverse ristrutturazioni nel corso del Settecento volute dai Savoia per adeguare il decoro architettonico al ruolo istituzionale.
L’iscrizione in latino nella porta-finestra sopra il portone principale


CAROLUS EMANUEL III PROREGE D.LUDOVICO DE HALLOT COMES DE HAYES REFECIT ORNAVIT A MDCCLXIX
risale alla fine dei lavori, nel 1769, di abbellimento della facciata, mentre regnava Carlo Emanuele III ed era viceré Ludovico de Hallot.
Dall’atrio e dalla scala in marmo, realizzata tra il 1729 e il 1730 dagli architetti-ingegneri militari Luigi Andrea de Guibert e Antonio Felice de Vincenti, si sale al piano nobile.
Si entra nella sala degli Alabardieri, dove sono collocati i 24 ritratti di coloro che furono viceré sotto i regni di Vittorio Amedeo II (1720-1730), Carlo Emanuele III (1730-1773), Vittorio Amedeo III (1773-1796), Carlo Emanuele IV (1796-1802). Dalla sala degli Alabardieri si passa nella parte occidentale del palazzo, dove le sale comunicano attraverso una serie di porte allineate sulla stessa direttrice. L’armonizzazione degli ambienti si deve ad Augusto della Vallea, intorno al 1735. Nella prima sala due grandi tele ad olio: il ritratto del re Carlo Felice realizzato da Giovanni Marghinotti (1798-1865) nel 1829 ca; ritratto del re Carlo Alberto realizzato a Torino da Giuseppe Monticoni (1769-1837). Nella sala gialla si conservano arredi d’epoca. Alle pareti alcuni ritratti di coloro che furono viceré sotto il regno di Vittorio Emanuele I (1802-1821) e di Carlo Felice (1821-1831).Nel soffitto L’allegoria della musica e della danza (1896-1898), con le musa Euterpe con la lira, Tersicore danzante al ritmo del tamburello, e forse Flora, tra un corteo di giovani e fanciulli danzanti, realizzata da Domenico Bruschi.  Nelle altre sale, arredate con elementi tardo ottocenteschi si segnalano due dipinti: un ritratto di sovrano, a figura intera forse Carlo Felice e il ritratto di Vittorio Emanuele II.

IL SALONE DEL CONSIGLIO
Alla fine dell’800 nuovi restauri erano in corso nell’edificio, danneggiato nella parte ovest da un incendio. Si avviarono inoltre i lavori per una nuova sala per le assemblee del Consiglio provinciale, nella parte est. Per la decorazione con affreschi e stucchi fu bandito un concorso nazionale nel dicembre 1892, che fu vinto dal pittore perugino Domenico Bruschi (1840-1910) “per la maestà e serietà dello stile”.
L’apparato decorativo di cornici e stucchi si sviluppa lungo le pareti e sul soffitto, in un repertorio di forme ispirate al classicismo rinascimentale. I 4 grandi affreschi alle pareti, che raccontano episodi significativi della storia della Sardegna, e l’allegoria politica nella volta, sono volti a sottolineare il ruolo della casa Savoia nella realizzazione dell’Unità d’Italia ed a esaltare il contributo del Regno di Sardegna, con la finalità di una duplice glorificazione, sostenuta dagli intellettuali e politici sardi.
Nella fascia di raccordo tra le pareti e il soffitto si ripetono, agli angoli, Vittorie alate che reggono la croce sabauda sostenuta da un telamone sulla prua di una nave e, al centro dei lati lunghi, un gruppo analogo che regge lo stemma della Provincia di Cagliari, tra un ritmo di aquile, corazze e vittorie alate con corone d’alloro.
Nella volta, entro una cornice architettonica, la Sardegna che custodisce lo scudo dei Savoia e ai lati gli ovali con l’Allegoria della Scienza dell’Amministrazione e dell’Architettura.
Le sovrapporte dei lati brevi rappresentano gli stemmi delle città regie: Iglesias, Oristano, Cagliari e Lanusei. Le sovrafinestre e le sovrapporte dei lati lunghi ospitano i ritratti di alcuni personaggi illustri: Giovan Battista Tuveri, Sigismondo Arquer, Giovanni Marghinotti, Vittorio Porcile, Eleonora d’Arborea.
Gli arredi, la cattedra della presidenza, i pannelli a rilievo delle porte, sono stati realizzati dagli ebanisti Fratelli Clemente di Sassari nel 1896, su disegni di Domenico Bruschi.
Nella sala è presente il busto marmoreo di Umberto I, realizzato da Giuseppe Sartorio nel 1886.


ARGENTI E PORCELLANE
La conoscenza sulla reale entità della collezione di Palazzo Regio ha stimolato da sempre, una forte curiosità. Nell'immaginario collettivo si è creata l'idea che i Savoia avessero lasciato un vero e proprio patrimonio, una volta concluso il loro soggiorno nell'Isola protrattosi fino al 1814.
La collezione è costituita allo stato attuale principalmente da servizi da tavola, in argento di due bontà (950 millesimi e 800 millesimi) lavorato a sbalzo, cesello o fusione, che possono essere ricondotti per grandi nuclei a tre diversi argentieri e alle relative botteghe: Martial Frey di Parigi, Carlo Balbino e Pietro Borrani tutti e due di Torino. La data di realizzazione di questi servizi può essere determinata tra il 1824 e il 1873. Da evidenziare i due servizi da tè e caffè (Martial Frey), completi di zuccheriera e di lattiera di dimensioni grande e media disegnati secondo l'imitazione di forme vegetali con un chiaro gusto per la citazione tardo barocca e rococò diffusasi nella metà dell'800. Un servizio di posate da tavola (Carlo Balbino), in argento fuso, costituito da 58 forchette da frutta, 29 forchette, 58 cucchiai, due piccoli mestoli per salsa lunghi 12 cm dalle linee essenziali, sfilate e lisce, 68 coltelli che presentano, per la foggia del manico, un chiaro riferimento stilistico ai modelli francesi. Inoltre un servizio di 407 pezzi (Pietro Borrani) che si distingue per l'eleganza della lavorazione dei manici con l'elemento di decoro a filetto annodato nella serie delle posate da coperto. Ma ancora più elegante è il decoro a traforo dei cucchiai con paletta a conchiglia o quelli con paletta ovale, concava o piatta, da antipasto. Raffinate le articolate incisioni floreali delle due palette da pesce.
La collezione di porcellane consiste in un servizio da tavola in porcellana, di 244 pezzi residui, realizzato dalla famosa manifattura toscana Ginori, in periodi diversi dell'800. La caratteristica stilistica fondamentale del servizio è il colore amaranto o sangue di bue, che quasi predomina sulla forma. Esso copre tutto il corpo creando un forte contrasto cromatico con il bianco purissimo dell'interno. Eleganti fili d'oro segnano il versatoio, il coperchio, i manici o l'orlo di teiere, zuccheriere e zuppiere e distinguono il profilo ovale entro cui è lo stemma di casa Savoia. Le forme si presentano essenziali e classiche e solo alcuni oggetti come la salsiera e la mostardiera, mostrano un carattere rococò.

Modalità di accesso

Biglietto

Modalità di Pagamento Disponibili/Payment Methods Available

Dove

Orari di apertura

10,00 - 19,00

Gestione

Costi

Ridotto
03,00 euro

Visita del Palazzo

Cumulativo
04,00 euro

Visita del Palazzo ed eventuali mostre e/o esposizioni temporanee

Intero
05,00 euro

Visita Guidata

Biglietteria e prenotazioni: tel 070 4092010

Per pagare i biglietti in modalità elettronica è necessario utilizzare il sistema pagoPA

Ulteriori informazioni

Aggiornamento

02/08/2022, 11:07